Formazione cavalieri da passeggiata


 

Fare passeggiate a cavallo è una delle attività che coinvolge e attrae il maggior numero di persone che scelgono come hobby o sport il “mondo” dell’equitazione, ma è anche un settore considerato turistico o prevalentemente amatoriale e soffre del fatto che esistano realtà non sempre adeguate o professionali.

Il sogno di godersi la natura all’aria aperta in compagnia e a cavallo, animale simbolo di libertà, richiama l’interesse di molti appassionati,  ma spesso incontra situazioni che contribuiscono a ridimensionare di molto il sogno di avventura da cui si era partiti.

Tanto è vero che il numero di infortuni e di persone deluse da questo tipo di esperienza è elevatissimo e i fattori che lo determinano sono molteplici e di cause diverse.

( Se vuoi approfondire questo aspetto clicca QUI e leggi l’articolo ‘Con il cavallo non si scherza’ )

In base alla mia esperienza ritengo che questo dipenda principalmente dalla mancanza di un’adeguata preparazione e conoscenza. Elementi a mio avviso determinanti per poter svolgere qualsiasi attività equestre in modo divertente, appagante e sicuro.

Detto ciò, in questo articolo vorrei analizzare alcuni modi di cavalcare in passeggiata,  che a parer mio contribuiscono a trasformare le passeggiate da sogno a incubo. Modi che sono la causa di un cattivo comportamento del cavallo e che dipendono esclusivamente da una scarsa preparazione e formazione del cavaliere, oltre che dal carattere della persona.

 

          – Modo del cavaliere ansioso che vuole tenere tutto sotto controllo

Ci sono molte persone che escono in passeggiata e non sono per niente tranquille, sono tese per gli imprevisti che potrebbero succedere e vorrebbero controllare ogni piccolo movimento del cavallo.

Questi sono cavalieri  insicuri o timorosi, spesso per poca esperienza o per brutte esperienze vissute e purtroppo inevitabilmente trasmettono questo stato emotivo al cavallo.

Uno degli atteggiamenti tipici di questi cavalieri è quello di ‘aggrapparsi’ alle redini o comunque di impugnare le redini molto corte.

Le redini sono uno strumento di comunicazione  determinante sul cavallo e il fatto di tenerle troppo corte o addirittura tese per tutta la durata della passeggiata, non fa altro che turbare il cavallo e infastidirlo, trasmettendogli uno stato emotivo di allerta.

Articolo-Formazione cavalieri da passeggiata

 

I cavalli condotti in questo modo diventano diffidenti e irrequieti e spesso vanno fuori dal controllo del cavaliere. Conseguenze tipiche riscontrate sono il fatto che il cavallo non si fermi a comando o che faccia andature indesiderate e non richieste, o che sia difficoltoso da girare e riluttante a superare alcuni ostacoli naturali che si possono trovare sul percorso.

Comportarsi in questo modo rende le passeggiate poco divertenti e rilassanti e non è il modo corretto per avere maggiore controllo del cavallo. Quando ci sono questi problemi, il mio consiglio, prima di fare passeggiate, è quello di dedicare del tempo  per migliorare  le proprie competenze tecniche e prendere maggiore confidenza con il montare a cavallo e con la propria parte emotiva. Per fare questo è sempre consigliato fare lezioni con un professionista competente e allenarsi su campi da lavoro recintati e sicuri.

 

           – Modo del cavaliere troppo sicuro e spavaldo

Quando ero più giovane mi è capitato spesso di uscire con compagnie dei così detti “cavalieri della domenica”.

Persone che si credevano esperte di passeggiate e che vantavano di sentirsi molto a loro agio sul proprio cavallo.

Spesso questo tipo di sicurezza porta le persone a esagerare e a praticare uscite pericolose per se e per gli altri.

Conseguenze tipiche riscontrate sono quelle di vedere cavalieri andare a cercare sfide inutili:

  • fare gare di velocità tra cavalli a galoppo sfrenato oppure galoppare su terreni impervi come salite o discese o su strade asfaltate o di sasssi, quando invece è sempre meglio non mettere i cavalli in competizione tra di loro e scegliere i terreni adatti per ogni tipo di andatura;

 

  • tentare di superare ostacoli particolarmente impegnativi come fossi, guadi, argini, paludi, ecc, senza rispettare il livello di preparazione degli altri cavalieri e affrontando gli ostacoli improvvisando, senza mantenere distanze di sicurezza o altri parametri di buona condotta;

 

  • cercare di spaventare con urla o scherzi, per puro divertimento o per esibizionismo, cavalieri meno esperti o prendere le redini di altri cavalli per condurli stando in sella, aggravando la sensazione di insicureza e di poco controllo degli altri cavalieri;

 

  • esibire numeri di abilità equestre come impennate o sgoppate a comando, ecc, mettendo a rischio o in difficoltà gli altri;

 

 

  • dare indicazioni a tutti su come e cosa si deve fare in passeggiata se c’è un problema, senza prestare un reale aiuto.

 

Tutti questi atteggiamenti sciocchi e poco rispettosi, sono esperienze che oltre a essere rischiose per le persone, hanno anche una cattiva influenza sulla mente dei cavalli. Esperienze di questo tipo vengono assimilate come esperienze negative, perchè portano i cavalli ad associare le passeggiate a fatica e dolore o spavento e alimentano reazioni di difesa o di eccitazione.

Bisogna infatti ricordare che i cavalli sono animali gregari e che il cattivo comportamento anche di un solo soggetto può condizionare o influenzare gli altri.

A questo problema purtroppo c’è un solo rimedio ed è quello di selezionare e scegliere le persone con cui uscire in passeggiata e fare in modo che il livello di preparazione del gruppo sia il più omogeneo possibile, senza mai dimenticare che la passeggiata dovrebbe essere un’esperienza piacevole sia per il cavaliere che per il cavallo.

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          – Modo del cavaliere distratto o particolarmente fiducioso del suo cavallo

Questa è la categoria di persone che affidano totalmente la buona sorte della loro cavalcata alle capacità del cavallo.

Sono quelle persone che affrontano la passeggiata a redini lunghe godendosi il panorama senza preoccuparsi troppo di cosa fa il cavallo sotto di loro. Gente che mentre cavalca beve, mangia, fa fotografie o filmati, scrive messaggi o telefona con il telefonino. Lascia che il cavallo si fermi a mangiare o che afferri con la bocca qualsiasi cosa gli capiti a tiro, ecc, ecc.

Senza dubbio questi sono i cavalieri che dispongono di cavalli molto tranquilli e affidabili,  ma questo tipo di comportamento è quello che sicuramente non trasmette nessun ruolo di leadership al cavallo.

Per dirlo più chiaramente, sono dei semplici passeggeri e il cavallo penserà che tra loro e un altro tipo di carico sulla schiena, non c’è nessuna differenza.

Abituare il cavallo a questo tipo di comportamento, diventa un problema quando si presentano degli imprevisti, perchè il cavallo farà di testa sua senza stare ad ascoltare il cavaliere.

Il cavallo invece dovrebbe sempre pensare di essere guidato e di affidarsi per qualsiasi tipo di decisione al cavaliere che lo conduce.

Il mio consiglio per questo tipo di persone è quello di stare più attente e di fare in modo che il cavallo resti con l’attenzione su di loro. Piccoli richiami al cavallo e la richiesta di alcuni esercizi che lo impegnino in qualcosa, faranno in modo che il cavallo trasferisca l’attenzione sul proprio cavaliere e di conseguenza mantenendo il ruolo di leadership,  non si verificheranno più imprevisti difficili da gestire.

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In conclusione, spero che questa analisi parziale di alcuni comportamenti dei cavalieri da passeggiata contribuisca a dare la giusta importanza e attenzione a questo settore e che aiuti le persone che vogliono intraprendere questo tipo di attività, a comprendere quali siano le competenze e la formazione necessarie per viverla in modo divertente, appagante e sicuro.


Informazioni su gabrielecavallin

Tecnico federale di 2° livello di equitazione americana e trainer che per passione personale studia e pratica i metodi moderni di comunicazione con il cavallo. Le sue fonti di ispirazione sono Monty Roberts, John Lyons, Pat Parelli e Clinton Anderson in particolare, ovvero i migliori addestratori dei metodi così detti naturali.

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