Una ‘biricchina’ di nome Prisca – VIDEO


In questo VIDEO conosciamo Prisca, una femmina Quarter-Argentina di quattro anni arrivata in scuderia con un atteggiamento di difesa e di rifiuto al lavoro accompagnato alla paura degli oggetti e in particolare delle automobili.

Quando un cavallo decide di non collaborare e non assecondare le nostre richieste opponendosi fisicamente o psicologicamente, mette in atto un ‘riflesso di opposizione’ ed è molto importante saperlo riconoscere.

Certi riflessi di opposizione infatti sono molto evidenti ma altri sono meno accentuati, quasi impercettibili a un occhio poco esperto.

Esistono riflessi di opposizioni dettati dalla naturale propensione del cavallo ad andare contro le pressioni e riflessi di opposizione usati come strategia per raggiungere uno scopo.

Spesso i proprietari tendono a trascurarne qualcuno o non ci danno troppa importanza, ma qualsiasi riflesso di opposizione, con l’andare del tempo,  si trasforma in un ‘brutto’ atteggiamento generale del cavallo.

Per poter avere invece una buona relazione e ottenere che il cavallo diventi un buon partner piacevole e collaborativo, dobbiamo fare in modo di togliere tutti i riflessi di opposizione che si presentano.

Per fare questo è necessario curare non solo i problemi che il cavallo manifesta (i sintomi), ma scoprire e intervenire sulla causa che li genera.

La causa nel 95% dei casi dipende generalmente dalla mancanza di rispetto o dalla paura e in alcuni casi da entrambe le cose. Il restante 5% può dipendere da altri motivi più rari e presenti solo in soggetti molto particolari. Vengono comunque trattati con gli stessi principi dei primi, tranne qualche piccola modifica.

Con Prisca prima di occuparmi delle sue problematiche specifiche ho dedicato del tempo a stabilire o meglio, ristabilire un rapporto.

Quando tratto cavalli problematici riparto dalle basi, per riportarli in uno stato emozionale e psicologico sereno e aver modo di instaurare un dialogo.

La desensibilizzazione agli oggetti mi aiuta a ristabilire un rapporto di fiducia e gli esercizi di movimento mi servono a ristabilire il rispetto.

Credo sia molto importante stabilire una leadership ma credo anche sia molto importante che il cavallo ci veda come un leader degno di fiducia.

Una volta ottenute le basi da terra le trasferisco in sella e vado a lavorare sul problema specifico.

Con Prisca in un paio di mesi si sono ottenuti significativi ed evidenti risultati, ma il periodo di addestramento va prolungato per fare in modo che le buone abitudini acquisite si consolidino e vengano mantenute nel tempo.

Brutte esperienze precedenti e cattive abitudini fanno entrare i cavalli in uno ‘schema reattivo’ che ha bisogno del suo tempo per essere modificato e poi mantenuto.

Tuttavia bisogna precisare che nessun cavallo, se non è costantemente allenato mentalmente, emotivamente e fisicamente, può mantenersi stabile da solo.

Per quanto riguarda gli spaventi dobbiamo ricordare che i cavalli sono animali paurosi e diffidenti per natura e che questo istinto è presente nella parte destra del loro cervello,  che è quella più sviluppata.

Per questo motivo non possiamo pensare di poter eliminare completamente questo istinto ma possiamo allenare il cavallo a controllarlo.

In conclusione, si può dire che con un lavoro adeguato è possibile esercitare e ampliare la parte sinistra del cervello, quella razionale, e portare il cavallo a essere sempre più equilibrato e meno istintivamente reattivo.

In questo stato psico-fisico i cavalli stanno molto meglio e possono affrontare la vita di ogni giorno più serenamente, mantenendosi in salute più a lungo.

Lunga vita a Prisca 🙂


Informazioni su gabrielecavallin

Tecnico federale di 2° livello di equitazione americana e trainer che per passione personale studia e pratica i metodi moderni di comunicazione con il cavallo. Le sue fonti di ispirazione sono Monty Roberts, John Lyons, Pat Parelli e Clinton Anderson in particolare, ovvero i migliori addestratori dei metodi così detti naturali.

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