Scendere o rimanere in sella in caso di difficoltà in passeggiata


In tutti i campi, compreso quello dell’equitazione, la cosa curiosa e al tempo stesso disorientante è che esistano teorie diverse o addirittura contrapposte per definire cosa sia giusto o sbagliato fare in determinate occasioni.

Una di queste, nel mondo delle passeggiate, riguarda il comportamento da adottare nel caso il cavallo si spaventi o si rifiuti di fare qualcosa durante un’uscita all’aria aperta.

Il dubbio è: si può scendere da cavallo o bisogna rimanere in sella?

La vecchia scuola ne fa quasi una questione di orgoglio del cavaliere e quindi restare in sella per risolvere la ‘faccenda’ è un tassativo per non mostrare debolezze, poca fermezza o mancanza di coraggio. La tipica frase che si sente è: se scendi, la prossima volta il cavallo sa che potrà vincere su di te e lo farà di nuovo!

La scuola moderna, il boom delle teorie etologiche e anche l’aver registrato molti infortuni dovuti a questi episodi, hanno dato invece valore al scendere. Prima di tutto per sicurezza e poi per guardare la cosa dal punto di vista del cavallo. Non farne quindi una questione personale pensando di dover vincere una sfida ma piuttosto comprendere cosa stia succedendo nel cervello dell’animale in quel momento.

Foto-Articolo-Scendere o rimanere in sella

Dal mio punto di vista le teorie sono valide quando hanno anche un riscontro pratico e bisogna essere consapevoli che subiscono variazioni in base all’esperienza del cavaliere. Pertanto prediligo scegliere, praticare e divulgare quello che negli anni ho potuto constatare essere più efficace.

E’ importante comprendere che ci sono situazioni in cui non è semplice scendere da cavallo, in particolare quando il cavallo è spaventato, nervoso o particolarmente reattivo e quindi provare a scendere potrebbe esporci a un rischio di infortunio ancora maggiore.

Oltre a questo, sia che si resti in sella o che si scenda, bisogna sapere cosa e come fare qualcosa per risolvere la situazione e bisogna averlo ripetuto un numero di volte sufficienti da aver acquisito una certa dimestichezza nel farlo.

Infatti scendere da un cavallo in rifiuto o spaventato e non fare nulla se non tentare di condurlo a mano, non risolve le cose ma anzi aumenta il rischio di essere travolti dal cavallo stesso.

Diversamente, rimanere in sella e intraprendere una battaglia basata sulla forza, puo’ solo portare l’animale a difendersi con il rischio che sgroppi, si impenni o cada a terra.

Sussurrare parole dolci e rassicuranti o accarezzarlo può aiutare, sopratutto a calmare noi, ma non è scontato che sia sempre efficace sul cavallo.

Cosa è meglio fare allora quando si è in difficoltà ???

Foto-Articolo-Scendere o rimanere in sella-

La parola d’ordine è PREPARARSI !!!

L’addestramento del cavallo da passeggiata è preparazione. Allenamento mentale, emotivo e fisico.

Praticare la preventiva e quotidiana desensibilizzazione, essere in grado di muovere il cavallo in tutte le direzioni sia da terra che in sella, ginnasticarlo in tutte le sue parti in modo che risponda leggero ai comandi e senza riflessi di opposizione, avere un assetto indipendente, adottare le attrezzature giuste, ecc. sono tutti elementi su cui lavorare per trovarci sempre meno di fronte alla decisione di dover scendere o rimanere in sella qualora ci fosse un imprevisto.

Una precedente preparazione alle passeggiate farà sì che in caso di difficoltà, potremmo scegliere sia una che l’altra soluzione perché sapremmo come recuperare velocemente il cavallo mentalmente, emotivamente e fisicamente sia nell’uno che nell’altro modo.

Nessuna preparazione può impedire a un cavallo di comportarsi da cavallo, togliendogli l’istinto o la sua naturale propensione alla fuga, ma con un metodo adeguato e la giusta pratica è possibile allenarsi per fare in modo che qualsiasi reazione, in qualsiasi momento, diventi facile da gestire e sempre meno frequente.

Basta saper scegliere il metodo 😉

 

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Informazioni su gabrielecavallin

Tecnico federale di 2° livello di equitazione americana e trainer che per passione personale studia e pratica i metodi moderni di comunicazione con il cavallo. Le sue fonti di ispirazione sono Monty Roberts, John Lyons, Pat Parelli e Clinton Anderson in particolare, ovvero i migliori addestratori dei metodi così detti naturali.

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