Restare aperti ai cambiamenti


La primavera del 2020 sta tragicamente ‘segnando’ la storia dell’umanità e presto la ricorderemo tutti come la primavera del COVID 19, un virus che ha cambiato le abitudini e il modo di vivere di un intero pianeta.

In questo periodo torna attuale una citazione di Charles Darwin che affermava:

“ non è la specie più forte a sopravvivere e nemmeno la più intelligente, sopravvive la specie più predisposta al cambiamento ”

Mai come in questi giorni ci accorgiamo di quanto sia difficile per le persone cambiare le proprie abitudini e adattarsi a situazioni nuove, anche di fronte a una minaccia di vita o di morte.

Tutti noi siamo particolarmente chiusi su noi stessi, sui nostri personali interessi e sulle nostre “irrinunciabili” esigenze.

Cambiare, aprirsi a situazioni nuove, pensare anche al bene degli altri, fa paura o risulta ‘scomodo’ e spesso si sceglie di rimanere nel proprio mondo, nelle proprie convinzioni, anche se sbagliate o deleterie. 

Tutto questo invece dovrebbe farci riflettere e insegnarci qualcosa.

Se analizziamo a fondo la vita che facciamo, il rapporto che abbiamo con la natura, con l’ambiente, con le persone, con gli animali, ecc. non possiamo non accorgerci di aver fatto “qualche” errore.

Ed è dagli errori che dobbiamo capire quanto sia necessario cambiare se si vogliono migliorare le cose.

Non è un principio da seguire ma una legge di natura, una regola universale, che per qualcuno diventa difficile da attuare quando è troppo semplice da comprendere.

Forse è l’indole dell’uomo… non ci piacciono le cose semplici, ci attirano le cose complicate, problematiche, proibite ma tutto dovrebbe avere un limite. La natura stessa ce lo insegna.

La soluzione è nelle nostre mani: per cambiare la propria vita è necessario innanzitutto cambiare il proprio atteggiamento nei confronti della vita stessa.

Foto-articolo-Restare aperti ai cambiamenti

Parlare di equitazione in un momento in cui tutti gli sport e le attività all’aria aperta sono bloccati e non si sa quando ripartiranno, fa venire un nodo alla gola e ci obbliga a pensare.

Anche in questo articolo non potevo esimermi da una riflessione su questo periodo ‘particolare’ della nostra esistenza ma è evidente che il concetto di restare aperti ai cambiamenti e di non chiudersi nelle proprie convinzioni è valido anche quando si parla di relazione uomo/cavallo.

Molte persone infatti non sono contente o soddisfatte del rapporto che hanno con il loro cavallo ma al tempo stesso non fanno nulla per cambiare e migliorarlo.

Non vogliono mettersi in discussione o prendere in considerazioni cose diverse da quelle che stanno facendo o che hanno sempre fatto e trovano qualche buona scusa per giustificare la loro situazione.

La verità però è una sola. Se qualcosa non funziona, l’unico modo per provare a cambiarla è fare qualcosa di diverso da quello che stavamo facendo.

Chiedere aiuto a qualcuno, imparare cose nuove, sapersi confrontare con idee diverse e avere una mentalità aperta non sono ‘insicurezze’ ma importanti qualità per crescere e migliorare.

Qualità che ogni uomo/donna di cavalli dovrebbe possedere.

Quando vuoi risposte da te stesso e dal tuo cavallo, impara qual’è il modo giusto di fare le domande e resta aperto ai cambiamenti!

 

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Informazioni su gabrielecavallin

Tecnico federale di 2° livello di equitazione americana e trainer che per passione personale studia e pratica i metodi moderni di comunicazione con il cavallo. Le sue fonti di ispirazione sono Monty Roberts, John Lyons, Pat Parelli e Clinton Anderson in particolare, ovvero i migliori addestratori dei metodi così detti naturali.

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