About me


Mi chiamo Gabriele Cavallin sono un trainer e un Tecnico federale di 2° livello di equitazione americana (F.I.S.E.). Per passione personale ho studiato, appreso e attualmente pratico i metodi naturali e moderni di comunicazione con il cavallo. Le mie fonti di ispirazione passate sono state Monty RobertsJohn Lyons, Oscar Scarpati e Pat Parelli. Quelle più recenti sono Jonahtan Field, Warwick Schiller e Clinton Anderson in particolare, ovvero i migliori addestratori al mondo.

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La passione per i cavalli: un nome, un destino

La mia passione per i cavalli, nasce con me, come se il cognome che porto (Gabriele Cavallin), rappresentasse un destino già segnato.

Da bambino preferivo guardare alla televisione i film western al posto dei cartoni animati. Mi affascinava e mi entusiasmava tutto quello che aveva a che fare con il mondo degli animali e della natura in generale.

A otto anni, i miei genitori mi fecero uno tra i più bei regali della mia vita, portandomi in visita nel famoso centro equestre di Lipiza (Slovenia). Quello sarà un giorno che non dimenticherò mai, perché un piccolo pony nero che di sua iniziativa mi trascinò al galoppo per un centinaio di metri sotto gli occhi sgomenti dei miei genitori, invece di atterrirmi riuscì ad accendere per sempre nel mio cuore il fuoco della passione.

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Salto ostacoli, purosangue inglese: una lunga gavetta

All’età di dodici anni, mio padre mi iscrisse a una scuola di salto ostacoli. Iniziai così , a trascorrere, con inesauribile entusiasmo le mie giornate montando a cavallo e aiutando in scuderia, cercando di non perdere nemmeno una goccia di informazioni di quel fantastico mondo.

A quattordici anni il cugino di uno zio, che possedeva una scuderia, mi permise di montare ed allenare dei purosangue inglesi da gara, allevati in casa. Sono di quel periodo le cadute più pericolose, le prime paure vere, ma anche l’acquisizione dei trucchi del mestiere.

Dopo quell’esperienza, seguiranno anni di tranquille passeggiate e lunghi trekking nei maneggi della zona in cui vivo, che mi faranno scoprire la monta americana e i quarter horse.


via GIPHY ( clicca qui per guardare l’intero super 8 del 1985)

“Pakita” il mio primo cavallo e la monta western

A diciannove anni finalmente il primo cavallo di proprietà, regalatomi dal nonno. Si chiamava PAKITA ed era una femmina angloarabo-lipizzana. Diventa la mia amica di ogni giorno e la compagna di giochi della mia adolescenza, trascorsa nelle campagne friulane.

Il rapporto con PAKITA era davvero speciale e con lei supero l’esame per la patente B W, per poter partecipare alle competizioni western.

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Barrel racing, pole bending, western pleasure, agonismo e lavoro in scuderia

Seguiranno anni di gare regionali in varie discipline, inizialmente barrel racing e pole bending e successivamente western pleasure. Nasce in quegli anni il desiderio di partire per gli Stati Uniti e ricevere una formazione completa, ma sono gli anni novanta e sono pochi i nomi dei privilegiati che in quegli anni riescono a partire oltre oceano per quel tipo di esperienza.

Nel frattempo faccio numerosi clinic con gli addestratori di spicco di quel momento e raggiungo spesso qualche addestratore del Veneto, per prendere lezioni. Nel 1993 inizio a lavorare in un maneggio vicino casa, dove ho la possibilità di montare cavalli di ogni razza ed età ed inizio ad apprendere anche le fondamenta delle dome.

Barrel-racing   Western-pleasure

I brevetti, l’insegnamento e la passione per le gare

Nel 1998 ottengo il primo brevetto di istruttore di monta western.

Seguiranno anni di insegnamento in vari maneggi di monta western del Friuli e l’ottenimento degli altri brevetti da istruttore, ma soprattutto saranno anni di approfondimento dei metodi di addestramento tradizionali e nascerà la passione per il Reining e per le gare. Passione che tutt’ora è rimasta.

Reining  Premiazione-gara-barrel   logo FISE

L’approccio Gabrielecavalli: nasce una nuova prospettiva

Visto svanire il sogno americano, giungono le prime frustrazioni e i primi dubbi sui metodi di addestramento acquisiti fino in quel momento.

Nasce in me l’esigenza di voler sperimentare metodi alternativi, più appaganti e più attenti nello sviluppare il rapporto uomo-cavallo. Esigenza che verrà colmata con la scoperta e lo studio dei metodi etologici, naturali e di comunicazione moderna.

Da quel momento in poi il mio intento e quello di fondere i metodi moderni con i metodi tradizionali per tracciare linee comuni e individuare differenze, che portino ad un programma di addestramento unico, completo e soddisfacente, per qualsiasi tipo di cavallo. Aiutare le persone ad essere più felici con i loro cavalli è la mia “missione”.

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