Passo spagnolo


Il cavallo è un animale così detto gregario, che vive in branco allo stato brado e da esso trae insegnamenti, forza e protezione. I giovani cavalli imparano dai cavalli adulti. Imparano la vita sociale:  gerarchie, ruoli, rispetto e comunicazione attraverso il linguaggio del corpo.

Simulare i propri simili è un istinto naturale e un modo per apprendere velocemente comportamenti e abitudini.

Basandomi su questi presupposti, trovo interessante insegnare ai cavalli alcune ‘figure’ così dette da alta scuola, come il passo spagnolo, con un approccio e un’ ottica molto diverse da quelle tradizionali. L’intento è quello di insegnare al cavallo a seguire suggerimenti, sensazioni e indicazioni, seguendo un imitazione di comportamento, attraverso stimoli visivi ed emotivi.

La priorità di questo metodo non è quella di eseguire perfettamente una figura da alta scuola, ma è quella di rinforzare il rapporto tra il binomio e creare un empatia forte.

Quello che vado a cercare è “ un’attenzione “ del cavallo nei miei confronti.

Credo che nessun esercizio, da terra o in sella, possa essere eseguito in ‘modo naturale’ se prima non si ottiene una connessione mentale con il cavallo.

L’esercizio, in questo caso, deve indurre il cavallo a simulare i miei gesti e pertanto è necessario che ponga l’attenzione su di me e sui miei movimenti.

L’approccio di insegnamento si basa comunque su stimolo – ripetizione e associazione, ma quello che voglio ottenere è un movimento fisico, legato ad un impegno mentale di connessione.

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Ovviamente, non è possibile nessuna connessione se prima non si è instaurato un rapporto di fiducia e di rispetto.

Tuttavia, in questo esercizio specifico, lo stimolo è preceduto sempre da un mio movimento, per indurre il cavallo a porre l’attenzione sulle mie gambe e non solo sullo stimolo prodotto da un frustino come nell’insegnamento classico.

Parto da fermo stando a fianco del cavallo, prima sul lato sinistro e poi sul lato destro, per equilibrare la recettività di occhio destro e occhio sinistro. Leggi la parte riguardante questo aspetto su Desensibilizzazione del cavallo.

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Quando il cavallo ha imparato ad alzare le gambe insieme a me da fermo, procedo l’addestramento camminando in avanti, chiedendo di alzare sempre lo stesso arto. Successivamente, quando è chiaro il concetto, chiedo l’alzata alternata. Destro e sinistro alternato, camminando in avanti.

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Per il passo spagnolo insegnato in questo modo, bisogna avere molta pazienza e accontentarsi di piccoli miglioramenti giornalieri, anche se il movimento è distante da quello che vorremmo. Bisogna dedicare molte sessioni di lavoro, procedendo per gradi e rispettando i tempi di apprendimento del cavallo. Personalmente anche se i progressi sono modesti, non supero mai un quarto d’ora di lavoro al giorno.

 

Quando il cavallo avrà imparato a simulare il nostro movimento e a seguirci in modo sincronizzato, avremo già ottenuto un ottimo risultato, ma con l’andare del tempo, per mantenere sempre interessante questo esercizio, potremo variare il raggio di estensione della gamba e i tempi di sospensione da terra.

Personalmente non amo esasperare il movimento e mi limito a insegnare il passo spagnolo solo da terra e non in sella, ricordando che il mio obiettivo è quello di utilizzare questo esercizio per stimolare un attenzione particolare da terra e rinforzare il legame, nel rapporto con il cavallo.

Chi volesse però approfondire questo argomento e imparare il passo spagnolo completo può leggere l’articolo qui riportato How to train spanish walk.

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Informazioni su gabrielecavallin

Tecnico federale di 2° livello di equitazione americana e trainer che per passione personale studia e pratica i metodi moderni di comunicazione con il cavallo. Le sue fonti di ispirazione sono Monty Roberts, John Lyons, Pat Parelli e Clinton Anderson in particolare, ovvero i migliori addestratori dei metodi così detti naturali.

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