Che cosa fare in sella se il cavallo ha paura di un ‘oggetto’ 4


Un animale preda

Tutti sanno che i cavalli sono animali diffidenti e paurosi ed è quindi normale per un cavaliere trovarsi a dover gestire un cavallo che ogni tanto si spaventa per qualcosa.

Atteggiamento

Chi vuole praticare una buona equitazione deve rispettare e conoscere gli istinti del cavallo senza ignorarli, trascurarli o volerli “spegnere”.  

Il giusto atteggiamento è quello di considerare ogni situazione difficile in sella come un’opportunità e sfruttarla per addestrare il cavallo affinchè diventi un partner migliore.

Opportunità per crescere come cavalieri ed allenarsi a mantenere il controllo della situazione, trasformarmando ogni “’incidente” in un piccolo inconveniente piuttosto che in un problema serio o ripetitivo.

Strategie

I cavalli hanno la capacità di modificare i loro comportamenti attraverso l’esperienza e di apprendere in più modi le cose. Lo stesso risultato può essere raggiunto seguendo procedimenti diversi.

Si tratta di far capire loro cosa vogliamo e scegliere quali sono i metodi di comunicazione più efficaci, che meglio si adattano alle circostanze, in base agli obiettivi da raggiungere.

Metodi

Quando si tratta di agire con un cavallo che ha paura di un oggetto, ci sono molti metodi che spiegano come comportarsi stando a terra ma pochi quelli che spiegano un modo efficace in sella.

Spronare il cavallo

Quando capita che il cavallo si blocca e non vuole più avanzare per paura, la cosa più istintiva che viene da fare a chi non è molto esperto è quella di spingerlo in avanti. Aumentare la pressione delle gambe, incoraggiarlo con la voce, usare un frustino o gli speroni, ecc.

Questo metodo può funzionare quando il cavallo è solo un po’ titubante sul da farsi e non è troppo spaventato ma nella maggior parte dei casi genera una reazione totalmente opposta.

Se il cavallo ha paura e lo si sprona ad avanzare verso l’oggetto è molto probabile che inizierà a indietreggiare, impennarsi o tenterà di voltarsi per fuggire.

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Photography by Robin Duncan – Pinterest

Evitare l’oggetto

Esistono alcuni metodi che consigliano al cavaliere di evitare di passare vicino all’oggetto temuto e di scegliere delle vie alternative come altri passaggi o spazi lontani dall’oggetto. Non c’è dubbio che dal punto di vista della sicurezza è una saggia decisione ma evitare un problema non significa risolverlo.

Affiancarsi a un’altro cavallo

In particolare per le passeggiate, molti metodi consigliano per i cavalli più insicuri o paurosi, di affiancarsi a cavalli più esperti.

Essendo animali che vivono in branco è noto che i cavalli si condizionino e influenzino molto quando sono in compagnia e avere dei soggetti tranquilli spesso aiuta a calmare gli altri.

L’unico problema di questo metodo è che abituare i cavalli ad essere condizionati l’un l’altro li porta a considerare sempre di meno il cavaliere e diventa un vero problema quando si vuole uscire da soli.

Persuadere il cavallo

E’ molto diffuso come metodo “persuadere” il cavallo nel tentativo di calmarlo e convincerlo che l’oggetto che temono non gli farà del male.

Mantenere la calma, lasciare il cavallo fermo, fare carezze, sussurrare parole rassicuranti, ecc. sono i comportamenti più usati.

Di certo ‘essere gentili’ è sempre un bell’approccio e anche in queste situazioni è probabile che alla fine funzioni ma oltre a richiedere molto tempo non è detto che questo metodo risolva il problema se si dovesse ripresentare in altre occasioni.

A mio parere non sono “la voce e le carezze” a calmare un cavallo impaurito come in molti vogliono credere ma semplicemente il fatto di lasciargli più tempo per valutare attraverso i sensi la situazione ed elaborarla.

Poi, senza dubbio è sicuramente più efficace dell’innervosirsi, tirare le redini o essere “aggressivi” e questo è un fatto.

Approccio e ritirata

Un metodo molto usato è quello di far acquisire sicurezza e coraggio al cavallo un po’ per volta non solo cercando di calmarlo ma anche muovendolo con “approccio e ritirata” sull’oggetto.

Un’azione che consiste nel dare stimolo al cavallo perchè avanzi di qualche passo (farlo uscire dalla zona di confort) per poi farlo arretrare (farlo rientrare nella zona di confort). Avanzare e arretrare fino a che il cavallo, per gradi, raggiunge l’oggetto e smette di temerlo.

Sbloccare il cervello di un cavallo impaurito attraverso il movimento va molto più incontro al suo istinto rispetto al volerlo calmare facendolo stare fermo ma questa ‘tecnica’, ideale per il lavoro da terra, potrebbe presentare non poche difficoltà se fatta in sella.

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Photography by Pinterest

Metodi alternativi

Il metodo gabrielecavalli

Il metodo gabrielecavalli non è altro che il meglio di quello che ho potuto imparare in più di trent’anni di esperienze, filtrato, selezionato e messo a disposizione di persone che amano i cavalli e hanno sete di sapere. Questo metodo propone spesso soluzioni diverse, alternative a quelle più conosciute e nel caso di cavalli che hanno paura di un oggetto, si adatta a tre diverse situazioni in sella.

1-Spazio intorno all’oggetto

Se l’oggetto che sta impaurendo il cavallo ha sufficente spazio libero attorno, il metodo consiste nel far muovere il cavallo compiendo delle mezze spirali.

Si parte da distanti, possibilmente al trotto e si inizia a fare dei cerchi intorno all’oggetto.

Ogni due cerchi fatti si cambia di mano, con la testa del cavallo rivolta verso l’oggetto e si compiono altri due cerchi nella direzione opposta.

L’obiettivo è quello di partire da una distanza in cui il cavallo non è troppo spaventato ed è controllabile e man mano avvicinarsi all’oggetto fino a raggiungerlo e superarlo.

La differenza dall’approccio e ritirata consiste nel fatto che non ci si muove in linea retta ma in circolo e non si fanno pause fino a che non si è raggiunto l’oggetto.

2-Senza spazio intorno all’oggetto

Se l’oggetto che sta impaurendo il cavallo non ha spazio attorno, il metodo consite nel fare delle mezze spirali davanti all’oggetto.

Si parte da una distanza in cui il cavallo è controllabile e si iniziano a fare dei cerchi davanti all’oggetto.

Ogni due cerchi si cambia mano, con la testa del cavallo rivolta verso l’oggetto e si compiono altri due cerchi nella direzione opposta. Il numero di cerchi totali è quello necessario per raggiungere l’oggetto.

Una volta raggiunto l’oggetto ci si ferma e si lascia che il cavallo lo annusi, lo tocchi o semplicemente riposi li accanto.

3-Senza uno specifico oggetto

Se il cavallo è spaventato di qualcosa ma non si riesce a capire esattamente di che cosa, il metodo consiste nel fare delle serpentine.

L’andatura deve essere il trotto, in cui il cavallo e sufficientemente impegnato ma controllato al tempo stesso.

Avanzare immaginando di fare delle ‘figure otto’ attaccate tra di loro, guidando il cavallo con una redine per volta al fine di flettere sufficientemente testa, collo e costato.

Dopo qualche serpentina si mette il cavallo al passo a briglie sciolte per verificare se ha ancora paura ed eventualmente si ripete la sequenza.

Concetti

In tutte queste tre situazioni il concetto è quello di non lasciare che il cavallo irrigidisca il corpo dalla paura e blocchi l’attenzione sull’oggetto che lo spaventa ma che continui a muoversi mettendo l’attenzione su di noi attraverso l’esercizio fino a che si rilassa.

Il fatto di impegnare il cavallo con degli esercizi permette all’animale di scaricare la paura attraverso il movimento, di distogliere l’attenzione da quello che lo preoccupa e di sintonizzarsi su di noi.

I cavalli possono pensare a una sola cosa per volta e più sono concentrati sul cavaliere meno avranno modo di trovare qualcosa di cui spaventarsi.

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Informazioni su gabrielecavallin

Tecnico federale di 2° livello di equitazione americana e trainer che per passione personale studia e pratica i metodi moderni di comunicazione con il cavallo. Le sue fonti di ispirazione sono Monty Roberts, John Lyons, Pat Parelli e Clinton Anderson in particolare, ovvero i migliori addestratori dei metodi così detti naturali.

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4 commenti su “Che cosa fare in sella se il cavallo ha paura di un ‘oggetto’

  • bernardo d'errico

    Ciao,
    ho un cavallo che quando si scambia con altri cavalli che provengono in direzione opposta, si butta di lato (con scarti anche piuttosto ampi). Probabilmente ha avuto qualche episodio sfortunato in un paddock (non conosco la sua storia poiché viene dalla Germania e l’importatore non la sa). Al galoppo anche peggio perché si blocca di scatto. Insomma mi sto armando di pazienza facendogli via via vedere altri cavalli, annusarli e poi provare a passarci accanto, con voce calma e rassicurante. Mi sa che ci vorrà un bel po’ di tempo.
    Suggerimenti ?
    Grazie mille

  • Stefania Carangi

    Il mio cavallo ha paura delle biciclette quando sopraggiungono alle sue spalle, la sua reazione consiste nel trottare sul posto. Si calma solo se tiro una redine sola fino a fargli compiere una giravolta a 180 gradi, si calma perché così facendo riesce a vedere la bici sopraggiungere. Come posso fare per renderlo impassibile? Stessa cosa succede quando facendo jogging le persone gli si avvicinano alle spalle. Un paio di volte è andato in fuga ma si è fermato dopo pochi metri

    • gabrielecavallin L'autore dell'articolo

      I cavalli hanno una visione periferica di quasi 360° ma fanno fatica a “mettere a fuoco” immediatamente quello che vedono. Quando qualcosa li sorprende alle spalle il loro istinto gli ordina di fuggire e non di valutare che cos’è stato a spaventarli. Per evitare che succeda dobbiamo ‘allenarli’ ad essere più razionali, abituarli a passare da cervello destro a cervello sinistro e lo si fa attraverso la desensibilizzazione. Un cavallo allenato ad essere più razionale è un cavallo che si spaventa di meno in generale e non solo per un determinato oggetto o situazione. Il consiglio è quello di praticare la desensibilizzazione sia da terra che in sella mettendo il cavallo di fronte a situazioni e oggetti di vario genere cercando di ampliare sempre più la sua zona di confort. Nel caso delle biciclette e del jogging le tecniche che hai utilizzato sono corrette ma puoi ripetere quelle situazioni più e più volte attraverso delle simulazioni con amici e non aspettare che si verifichi una volta ogni tanto casualmente.