Esercizi da terra: cessione del posteriore 1


Se dovessimo paragonare il cavallo ad una automobile potremmo dire che il motore si trova nel posteriore, da qui partono la spinta e la potenza dell’animale.

Insegnare al cavallo la cessione del posteriore o meglio, il disimpegno del posteriore, è uno degli esercizi fondamentali del metodo Gabrielecavalli per quanto riguarda la parte del lavoro a terra.

Questo esercizio è molto importante per ottenere il controllo e il rispetto. Vogliamo che il cavallo impari a mantenere l’attenzione su di noi guardandoci sempre con tutti e due gli occhi e che non ci rivolga mai il posteriore contro.

‘ Meglio avere due occhi che ti guardano, che non due natiche! ’

Nel lavoro alla corda viene usato per fermare il cavallo, per i cambi di direzione, per farlo spostare o semplicemente per guidarlo.                                                                                                                                                                                                         Nel lavoro in libertà è fondamentale per richiamare il cavallo verso di noi.

 

Si lavora in zona 4 ( vedi anche: Lavoro da terra-Esercizio in zona 5 ) e utilizzeremo pressione costante e pressione ritmica.

 

Cessione del posteriore con pressione costante

Possiamo utilizzare uno stick, la punta delle dita o qualsiasi altro oggetto. L’importante e far capire al cavallo che deve cedere e sottrarsi da una pressione fatta con contatto e non resistere o spingere contro.

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  • Appoggiamo la punta dello stick sul fianco del cavallo.

Questo è già un primo livello di pressione.

I cavalli sono animali grandi e grossi ma molto sensibili al tatto, basti pensare che reagiscono al solo posarsi di una mosca!

  • Fatto ciò, se il cavallo non risponde, aumentiamo leggermente spingendo la punta, solo per premere un po’ la pelle.
  • Se ancora non si muove, aumentiamo la pressione spingendo fino a interagire con il muscolo.
  • Se il cavallo resiste o spinge contro, mettiamoci in una posizione di equilibrio con i piedi ben piantati a terra e manteniamo saldamente lo stick contro al cavallo.
  • Fermiamoci immediatamente e accarezziamo tutte le volte che il cavallo si sposta per sottrarsi dalla pressione, indipendentemente dal livello che stiamo applicando.
  • Attendiamo qualche secondo per passare da un livello all’altro di pressione.

In questo ultimo livello di pressione è molto importante non indietreggiare o staccare lo stick dal corpo del cavallo, ma è necessario mantenere il contatto e aspettare che il cavallo capisca cosa fare per togliersi dalla ‘scomodità’ creata.

Ricordiamo che il cavallo impara quando togliamo la pressione e non quando la mettiamo o manteniamo. Per questo è importante non muoversi e aspettare che il cavallo si sposti e si tolga dalla pressione da solo.

L’obiettivo in questo esercizio e quello di fargli spostare il posteriore, applicando una pressione con contatto.

Lavorando con questo concetto si può capire come questo lavoro da terra ci tornerà utile anche in sella, per la cessione alla gamba.

Dopo aver costruito e consolidato una buona base, per rifinire questo esercizio, possiamo spostare il posteriore del cavallo facendo richiesta con la sola pressione delle dita della mano.

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Il risultato finale deve essere quello di riuscire a muovere il cavallo, con un tocco leggero e una risposta rapida.

 

Cessione del posteriore con pressione ritmica

L’obiettivo è quello di spostare il cavallo senza toccarlo.

Possiamo utilizzare uno stick, il braccio o qualsiasi altro oggetto. L’importante e dare un ritmo crescente di energia per ottenere il movimento e fermarsi appena il cavallo risponde.

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  • Partiamo guardando il posteriore del cavallo abbassando la nostra postura, per far capire con il linguaggio del corpo che stiamo facendo una richiesta.
  • Se il cavallo no si sposta, iniziamo a fare dei movimenti con lo stick.

I movimenti devono essere brevi, dall’alto verso il basso come se dovessimo spostare l’aria.

  • Se il cavallo ci ignora, aumentiamo la pressione con movimenti più ampi, ma senza aumentare la velocità.
  • Se ancora il cavallo non ne vuole sapere di spostarsi, mentre continuiamo con i movimenti ampi, camminiamo verso di lui per andare a toccare con lo stick il suo posteriore.

Il concetto è quello di far capire al cavallo che deve togliersi dal nostro raggio di azione e che non vogliamo vedere il suo posteriore.

Fermiamoci sempre e accarezziamo quando il cavallo capisce il messaggio.

Procediamo con calma, aspettando qualche secondo per passare da un livello all’altro di pressione e aumentiamo i passi dello spostamento gradualmente, distribuendo il lavoro in sessioni concentrate e brevi ripetute giorno per giorno.

Nel metodo Gabrielecavalli ogni esercizio, nel tempo, deve essere perfezionato e migliorato. Fino ad arrivare a una comunicazione di grande empatia e piccoli gesti.

Dopo aver costruito una buona base, per rifinire questo esercizio, abbassiamo lo stick verso il basso e limitiamoci a muoverlo con ritmo verso il posteriore del cavallo solo per richiamare l’attenzione.

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Il risultato finale deve essere quello di spostare il posteriore del cavallo solo con lo sguardo e la postura del corpo. In sostanza, comunicare come i cavalli fanno tra di loro!

 

 

 

 

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Informazioni su gabrielecavallin

Tecnico federale di 2° livello di equitazione americana e trainer che per passione personale studia e pratica i metodi moderni di comunicazione con il cavallo. Le sue fonti di ispirazione sono Monty Roberts, John Lyons, Pat Parelli e Clinton Anderson in particolare, ovvero i migliori addestratori dei metodi così detti naturali.

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